Hewlett Packard Enterprise ha annunciato gli sviluppi fatti su The Machine una macchina basata sul concetto di Memory-Driven Computing. HPE ritiene che questa architettura sia il futuro per tutte quelle società che in futuro avranno una mole di dati giornalieri estremamente pesate, in particolare sarà il futuro per i Big Data.

Ma che cosa è il paradigma del Memory-Driven Computing?

Il Memory Driven computing è il paradigma che mette la memoria al centro dell’architettura, e non il processore, dunque incrementando la scala della capacità computazionale ottenibile.
The Machine il primo progetto a implementare questo concetto, è nato come progetto di ricerca con l’obiettivo di migliorare la velocità, l’efficienza e la performance computazionale e finora ha portato notevoli innovazioni nell’ambito della fotonica, delle memorie non-volatili, delle architetture di sistema.

Come si sta evolvendo il progetto?

Il prototipo che HP ha presentato è provvisto di 160 terabyte di memoria. Tanto per essere chiari con questa capacita sviluppata da una singola macchina The Machine è capace di immagazzinare ben 160 milioni di libri, una mole impressionante. Infatti è la prima volta che un sistema con un unico spazio di indirizzi è in grado di manipolare questa mole di dati.

E non è tutto HPE ha dichiarato di voler portare questo sistema a una grandezza sbalorditiva di 4096 yottabyte, che per chi non lo sapesse vale a dire 1000 volte le dimensioni di tutto l’universo digitale.  HPE afferma che una tale capacità consentirà, per esempio, di “lavorare simultaneamente con tutte le cartelle cliniche digitali di ogni persona sulla Terra, ogni dato presente all’interno di Facebook, ogni spostamento dei veicoli a guida autonoma di Google e ogni data set prodotto dalle esplorazioni spaziali – e tutto nello stesso momento, ottenendo risposte e scoprendo nuove opportunità a velocità senza precedenti”.

The Machine nel nuovo prototipo implementa 160TB di memoria condivisa distribuita tra 40 nodi fisici che sono interconnessi in fibra. Il tutto è coordinato da un sistema operativo ottimizzato Linux-based che opera su SoC ThunderX2 di Cavium.

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