Open Fiber ha confermato che l’investimento per cablare 19 milioni di unità immobiliari sarà di 6,5 miliardi di euro.

Open Fiber investirà 6,5 miliardi di euro nei prossimi 6 anni per cablare in FTTH 19 milioni di unità immobiliari. La conferma giunge da Tommaso Pompei, CEO di Open Fiber controllata da Enel , che ha svelato su Il Sole 24 Ore strategie e prospettive future.

Il CEO definisce questo investimento “una delle più grandi operazioni di project finance in questo momento in Europa”, ed include gli interventi nelle aree competitive e quelli nelle zone a fallimento di mercato. Nelle aree A e B si parla di 9 città già cablate  (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Milano, Napoli, Perugia, Torino, Venezia) e altre quattro in corso d’opera(Firenze, Genova, Padova, Palermo). L’obiettivo per questa prima tranche è di completare i lavori tra fine 2017 e metà 2018.

Entro fine mese, poi, cominceremo a lavorare su 80 ulteriori città. Ricordo che l’obiettivo per le aree A e B sono 281 città per un totale di 9,5 milioni di unità immobiliari”. Sotto il profilo amministrativo tutto appare risolto poiché viene impiegata l’offerta di riferimento di e-Distribuzione (Enel) per sfruttarne la rete in fase di lavoro e sono state firmate convenzioni con i comuni e accordi con le utility locali.

Su Roma le trattative con Acea sono in corso: è stato siglato un accordo preliminare con il vertice precedente e si attende un incontro con il nuovo.

Per quanto riguarda i bandi Infratel, il primo bando vinto dovrebbe portare alla firma della concessione entro giugno. Dopodiché partiranno i lavori per cablare 4,5 milioni di unità immobiliari in 3 o 4 anni. L’esito del secondo bando dovrebbe arrivare entro fine maggio.

“In Open Fiber lavorano già 350 persone, contiamo di raddoppiare entro fine anno e di arrivare a regime a 1.500 persone. L’intero comparto, poi, vedrà aumentare la forza lavoro nei prossimi anni di 15 mila unità”, conclude Pompei.

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