Questa è una voce di vecchia data che è tornata questa settimana sul sito Web di Bloomberg. Secondo il giornalista Mark Gurman, Apple sarebbe finalmente pronta a progettare i propri chip per alimentare i suoi computer, come già avviene su tutti i dispositivi che funzionano su iOS.

Internamente, il progetto sarebbe stato chiamato Kalamata, il nome di una città greca distrutta da un terremoto nel 1986. Da lì a sostenere che l’annuncio ufficiale di Apple rende l’effetto di un terremoto all’interno Intel, c’è solo un passaggio. I primi chip sarebbero arrivati ​​nel 2020, durante una transizione che si sarebbe svolta in più fasi.

Inizialmente, l’azienda avrebbe iniziato i nuovi processori su computer portatili (MacBook, MacBook Pro e MacBook Air), prima di passare, se tutto va bene su desktop, come l’iMac, l’iMac Pro e il Mac Pro.

Apple ha già esperienza con i processori per i suoi dispositivi mobili, ma alimentare i computer è un’altra storia. Finora, l’azienda di Cupertino ha semplicemente gestito il Touch Bar MacBook pro o l’identificazione tramite Touch ID tramite un chip di casa, il T1. Per quanto riguarda il T2 su iMac Pro, funziona in combinazione con un processore Intel.

Questa transizione, simile a quella fatta nel 2005, quando i Mac erano passati da PowerPC a Intel, potrebbe essere parte di un altro importante progetto che continua a tornare nelle notizie dedicate ad Apple, ovvero il progetto Marzipan. Dietro questo nome in codice c’è il desiderio di unificare l’ecosistema di Apple, combinando applicazioni Mac e iOS. Un progetto che sarebbe facilitato e perfettamente ottimizzato se l’azienda controlla ogni processore presente nei suoi computer, tablet o smartphone.

Tuttavia, per il momento, questa è solo una voce, anche se i giornalisti di Bloomberg sono molto spesso ben informati. Ad ogni modo, il prossimo keynote dovrebbe ancora una volta traboccare annunci di tutti i tipi.

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